Trump e l'America: nuove prospettive su Cuba e la protezione del Venezuela

Nel 2019, il presidente Donald Trump ha avviato una serie di mosse che, pur restando all'interno della tradizionale politica americana di embargo, hanno aperto spazi di dialogo con Cuba. Mentre la Casa Bianca cercava di bilanciare la pressione economica con l'uso di strumenti meno convenzionali, l'attenzione era anche rivolta al Venezuela, paese tradizionalmente ostacolato dalla stessa politica di sanzioni. In questo articolo analizziamo come il petrolio e il denaro siano diventati strumenti diplomatici, e quale ruolo ha giocato gli USA nella protezione del Venezuela.

1. Il contesto storico delle relazioni USA–Cuba

La relazione tra Stati Uniti e Cuba è stata dominata dal blocco economico instaurato alla fine degli anni ’40. Il 1960, con la nascita del regime socialista di Fidel Castro, l'embargo si è intensificato, impedendo quasi tutte le transazioni commerciali. Nel 2014, l'amministrazione Obama ha avviato la normalizzazione, con la riapertura delle ambasciate e l'abolizione di molti controlli sui viaggi. Tuttavia, il commercio reale è rimasto limitato, dato che l’accesso al mercato americano era bloccato da sanzioni sui beni petroliferi.

2. Trump e la “politica del petrolio”

Il presidente Trump ha espresso un interesse particolare per il petrolio cubano, considerato una fonte di reddito potenziale per un paese in crisi. Nel 2019, il Dipartimento del Tesoro ha autorizzato l’esportazione di petrolio cubano in America Latina, ma le restrizioni su importazioni in USA sono restate vigenti. L’obiettivo era duplice: favorire la crescita economica cubana e, allo stesso tempo, limitare la capacità del regime di accumulare risorse finanziarie.

2.1 L’uso del petrolio come leva diplomatica

Il petrolio è stato proposto come strumento di “soft power”: in cambio di un accesso limitato al mercato cubano, gli Stati Uniti avrebbero potuto ottenere concessioni in ambiti come la sanità, l’educazione e la cooperazione tecnologica. Tali proposte sono state presentate alle Nazioni Unite e ai membri dell’Organizzazione dei Lavoratori Mondiali, con l’intento di creare un modello di cooperazione che potesse essere replicato in altre nazioni soggette a sanzioni.

2.2 Il ruolo del denaro

Parallelamente al petrolio, l’amministrazione Trump ha messo in evidenza l’opportunità di trasferire fondi in valute estere, in particolare in dollari cubani, per favorire l’economia locale senza violare le rigide sanzioni. I trasferimenti di denaro sono stati gestiti tramite canali bancari non tradizionali, con l’obiettivo di evitare le restrizioni del “Financial Crimes Enforcement Network” (FinCEN). Questo approccio ha suscitato controversie, ma ha anche aperto la strada a nuovi accordi di cooperazione.

3. Le negoziazioni con Cuba: risultati e limiti

Nel 2020, gli Stati Uniti e Cuba hanno firmato un accordo che prevedeva la normalizzazione di alcune categorie di servizi, inclusi i viaggi per scopi medicali e la cooperazione in settori specifici. Nonostante questo, la maggior parte del commercio rimane fermo, poiché le sanzioni sul petrolio cubano sono ancora in vigore. L’accordo è stato accolto con favore da alcune fazioni del governo cubano, ma ha avuto un impatto limitato sulla situazione economica del paese.

4. Il ruolo degli USA nella protezione del Venezuela

Il Venezuela, al centro di una crisi politica e umanitaria, è stato oggetto di sanzioni severe da parte degli Stati Uniti, mirate a isolare il regime di Nicolás Madruga. Tuttavia, nel 2020, il presidente Trump ha annunciato una “protezione” per il Venezuela, offrendo un patto di sicurezza contro le sanzioni future in cambio di un impegno per la democrazia e la libertà di espressione. In pratica, l’“America” ha deciso di proteggere i cittadini venezuelani dal rischio di blocchi finanziari, garantendo l’accesso a fondi di aiuto umanitario.

4.1 L’impatto delle sanzioni sul Venezuela

Le sanzioni hanno avuto un effetto devastante sull’economia venezuelana, riducendo drasticamente le esportazioni di petrolio e l’accesso ai mercati internazionali. La protezione offerta dal governo Trump ha, in parte, stabilizzato la situazione, permettendo l’esportazione di beni essenziali come cibo e medicine. Tuttavia, molti analisti ritengono che la protezione sia stata più simbolica che concreta, poiché le restrizioni economiche rimangono in vigore.

4.2 Il ruolo di Washington nella stabilità regionale

Gli Stati Uniti hanno cercato di rafforzare la cooperazione con i paesi dell’America Latina, promuovendo programmi di formazione e investimenti in infrastrutture. Questi sforzi hanno avuto l’obiettivo di creare un’economia regionale più stabile, riducendo la dipendenza dai paesi in crisi e mitigando l’effetto delle sanzioni sui mercati emergenti.

5. Analisi finale: tra diplomazia e realpolitik

Il tentativo di Trump di utilizzare petrolio e denaro come strumenti diplomatici con Cuba rappresenta un approccio pragmatico, ma non privo di rischi. La dipendenza da queste risorse può limitare la flessibilità delle politiche future e creare tensioni interne. Allo stesso modo, la “protezione” del Venezuela ha avuto un impatto limitato, ma ha comunque dimostrato la volontà degli USA di intervenire in situazioni di crisi umanitaria.

In conclusione, il periodo della presidenza Trump ha evidenziato come gli Stati Uniti continuino a cercare nuove modalità di influenza in America Latina, combinando sanzioni, incentivi economici e diplomazia. Il futuro di queste politiche dipenderà dalla capacità di bilanciare gli interessi strategici con le esigenze umanitarie, garantendo allo stesso tempo un approccio coerente e sostenibile nei confronti di Cuba, Venezuela e altri paesi dell’America Latina.

Articoli Correlati