La destituzione di Al‑Zubaidi: un colpo al movimento separatista yemenita

Il 25 febbraio 2024 ha visto il Consiglio presidenziale yemenita decidere con forza la rimozione di Abdullah Al‑Zubaidi, una figura di spicco del movimento separatista nel sud del paese. La decisione è stata motivata da accuse di “alto tradimento” e da una serie di azioni ritenute contrarie ai patti di pace e alla stabilità nazionale. In un contesto di guerra civile che ha già fatto migliaia di vittime, l’episodio ha acceso ulteriori discussioni sul futuro politico del Yemen.

La destituzione di Al‑Zubaidi è più di una semplice sfiducia personale: rappresenta un tentativo di contenere il potere di un gruppo che ha, negli ultimi anni, spinto per l’indipendenza del sud. Per comprendere le ripercussioni di questa decisione è necessario esaminare il ruolo storico del Southern Transitional Council (STC), la posizione di Al‑Zubaidi all’interno di esso e le dinamiche che hanno portato al punto di rottura con il governo centrale.

Il contesto politico del Yemen

Il Yemen è stato teatro di una guerra civile dal 2014, quando i ribelli Houthi hanno preso La San, la capitale, e hanno forzato l’esilio del presidente Abd-Rabbu Mansour Hadi. Da allora il paese si è diviso tra la coalizione guidata dall’Arabia Saudita, che sostiene Hadi, e i Houthi, supportati dall’Iran. Nel frattempo, la regione del sud, storicamente sensibile a causa delle sue risorse petrolifere e di una lunga tradizione di autonomia, ha visto emergere il Southern Transitional Council, un’organizzazione che sostiene la separazione completa dal resto del Yemen.

Al‑Zubaidi, nato a Aden, è stato uno dei principali artefici delle rivendicazioni indipendentiste. Dopo anni di negoziati, ha ottenuto l’assegnazione di un certo grado di autonomia per il sud, ma le tensioni con il governo centrale sono rimaste imprevedibili. Il suo ruolo è stato cruciale nelle trattative di pace del 2018, dove è stato parte integrante del “Piano di fine conflitto” negoziato a Khartoum.

La decisione del Consiglio presidenziale

Il Consiglio presidenziale, istituzione creata per garantire la continuità del governo di Hadi, ha dichiarato che Al‑Zubaidi ha violato la legge con “azioni di alto tradimento”. Secondo il comunicato ufficiale, la figura in questione ha collaborato con gruppi armati esterni e ha diffuso informazioni strategiche che avrebbero potuto compromettere la sicurezza nazionale.

La destituzione è avvenuta in un incontro segreto, con la presenza di rappresentanti delle forze armate, degli alti funzionari di stato e di alcuni delegati del STC. Nonostante la decisione sia stata adottata con la maggioranza, la sua validità è stata messa in discussione da alcuni membri del STC, che hanno affermato che il procedimento non ha rispettato le procedure legislative previste.

Motivi della rimozione

1. Collaborazione con forze armate non autorizzate: Al‑Zubaidi era sospettato di aver fornito supporto logistico ai gruppi di combattenti del sud che operavano al di fuori delle linee di confine stabilite dal governo.

2. Rivelazioni di informazioni sensibili: A seguito di una serie di comunicati stampa, si è scoperto che Al‑Zubaidi aveva divulgato dettagli operativi su missioni militari di sicurezza, compromettendo la loro efficacia.

3. Disaccordo con le linee guida di pace: Ha criticato pubblicamente le decisioni del Consiglio presidenziale relative al bilancio di sicurezza e alla gestione dei rifugiati, creando divisioni interne.

Reazioni e impatti immediati

Al‑Zubaidi ha dichiarato pubblicamente di considerare la sua destituzione illegittima e di continuare a sostenere la causa del sud. Ha chiesto una sentenza di giustizia che lo escluda dalla responsabilità, ritenendo che la sua militante posizione sia stata un mezzo per raggiungere l’autonomia del sud.

Il Sud, con le sue numerose comunità, ha reagito con una serie di proteste pacifiche, ma anche con alcune manifestazioni più intense, soprattutto nelle zone di confine con la regione Houthi. Le autorità nazionali hanno dichiarato di mantenere la calma e di monitorare la situazione, ma ha già iniziato a verificare la legittimità delle operazioni militari nelle aree di transizione.

Il ruolo dei media internazionali

I media internazionali hanno iniziato a coprire la vicenda con un approccio di equilibrio. Mentre alcuni giornalisti hanno evidenziato la necessità di un governo stabile per prevenire ulteriori violenze, altri hanno messo in guardia contro la possibilità che la destituzione possa aggravare le tensioni e alimentare la radicalizzazione del Sud.

Le dinamiche del Southern Transitional Council

Il STC, sebbene abbia ottenuto un certo grado di autonomia, ha sempre lottato per mantenere un equilibrio tra le aspirazioni di indipendenza e la necessità di cooperare con il governo di Hadi. Con la rimozione di Al‑Zubaidi, alcune frange più moderate hanno visto questa mossa come un’opportunità per riformare l’organizzazione e cercare un accordo più stabile con la coalizione saudita.

Al contrario, gruppi più radicati nella causa separatista hanno accusato il Consiglio di voler reprimere la legittima richiesta di autodeterminazione. Questo divide il Sud in due correnti: una che cerca la negoziazione e l’altra che sostiene la lotta armata.

Prospettive future per il Yemen

Il colpo contro Al‑Zubaidi non è solo un evento isolato. Rappresenta un punto di svolta nella politica yemenita, dove la lotta per il potere è ancora in corso. Le autorità centrali cercano di dimostrare la loro capacità di gestire le crisi senza ricorrere a scelte drastiche che possano destabilizzare ulteriormente il paese.

Nel frattempo, i negoziati di pace a Khartoum hanno subito rallentamenti a causa di questa destituzione. Le parti coinvolte, tra cui l’Arabia Saudita, l’Iran, e le diverse fazioni interne, devono trovare un terreno comune per evitare che il conflitto si trasformi in un conflitto più esteso.

Per la popolazione yemenita, la situazione rimane incerta. Le famiglie che vivono nelle zone di confine tra il Sud e i gruppi Houthi sono preoccupate per la sicurezza e la disponibilità di risorse di base. L’UNESCO e l’ONU hanno intensificato gli sforzi per fornire assistenza umanitaria, ma la situazione rimane critica.

Conclusioni

La destituzione di Abdullah Al‑Zubaidi dal Consiglio presidenziale yemenita è un evento che ha avuto ripercussioni su più livelli. Oltre a segnare una rottura tra il governo centrale e il movimento separatista, ha evidenziato le difficoltà di costruire un’alleanza stabile in un paese afflitto da una guerra civile di lunga durata. Il futuro del Yemen dipende, in gran parte, dalla capacità delle sue istituzioni di gestire le frizioni tra le diverse fazioni politiche, economiche e religiose senza ricorrere a soluzioni che denotino “alto tradimento”.

In un contesto globale dove le tensioni geopolitiche si intensificano, il Yemen rimane un punto di attenzione cruciale. Le decisioni prese oggi, come la destituzione di Al‑Zubaidi, avranno un impatto duraturo sulla stabilità regionale e sulla vita di milioni di persone che cercano ancora la pace e la sicurezza.

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