Inail: 1.002 infortuni mortali in 11 mesi, +1% al lavoro, +3,4% in itinere
Il settore della sicurezza sul lavoro ha registrato, negli ultimi 11 mesi, un totale di 1.002 denunce di infortuni mortali. Sebbene la cifra sembri stabile rispetto agli anni precedenti, un’analisi più dettagliata rivela piccole variazioni: un leggero aumento dell’1% per gli incidenti sul posto di lavoro e un più marcato incremento del 3,4% per gli infortuni avvenuti durante il tragitto verso e dal luogo di lavoro, comunemente indicati come "in itinere". Queste statistiche, pubblicate dall’INAIL (Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro), offrono un quadro prezioso per comprendere le tendenze emergenti e individuare le aree che richiedono maggiore attenzione.
La situazione attuale: 1.002 denunce di infortuni mortali in 11 mesi
La cifra di 1.002 denunce rappresenta il numero di casi in cui un lavoratore è per finire a morte a causa di un infortunio. Queste denunce includono tutti i settori: dal settore industriale, alla costruzione, al commercio e al servizio. Il dato è stato raccolto fino alla fine del mese di ottobre 2023, e copre sia i singoli incidenti sul lavoro sia quelli avvenuti in itinere.
Definizione di denuncia Inail e contesto normativo
In Italia, la denuncia di un infortunio mortale è obbligatoria per legge. Il datore di lavoro deve segnalarlo all’INAIL entro 24 ore dalla notizia dell’incidente. L’INAIL, a sua volta, compila un verbale dettagliato che include la causa, le circostanze, i dati del lavoratore e l’analisi della sicurezza. Solo dopo aver ricevuto la denuncia, l’INAIL avvia le indagini, verifica la documentazione e, se necessario, avvia l’indennizzo e le procedure di accertamento.
Analisi dei dati: confronto con l'anno precedente
Nel periodo corrispondente dell’anno precedente, l’INAIL aveva registrato 1.004 denunce di infortuni mortali. Anche se la differenza è minima, la chiave è capire come si distribuiscano i numeri tra le varie categorie di infortunio. Un aumento del 1% nel settore del lavoro indica che, sebbene la sicurezza sia in continua evoluzione, vi sono ancora margini di miglioramento, soprattutto in settori ad alto rischio come la costruzione e l’industria pesante.
Incremento del 1% nei casi di infortuni sul lavoro
Cause principali e settori più colpiti
La maggior parte degli infortuni mortali sul lavoro è legata a cadute da altezza, incidenti con macchinari pesanti e incidenti stradali sul posto di lavoro. Nel 2023, le costruzioni hanno rappresentato la quota più alta, seguite dall’industria manifatturiera. Il 1% di incremento è stato soprattutto osservato nei lavori di montaggio e smontaggio di strutture in scala, dove la formazione specifica e l’uso di dispositivi di protezione individuale (DPI) rimangono ancora in fase di implementazione.
Iniziative di prevenzione e formazione
Per contrastare l’aumento, molte aziende hanno intensificato i programmi di formazione sulla sicurezza. L’INAIL promuove corsi di aggiornamento obbligatori per i dirigenti e i collaboratori, con particolare attenzione alle tecniche di sollevamento e al corretto utilizzo dei dispositivi di protezione. Inoltre, la normativa recente ha introdotto sanzioni più severe per le imprese che non rispettano le norme di sicurezza, incentivando una cultura della prevenzione più robusta.
Aumento del 3,4% negli infortuni in itinere
Che cosa significa "in itinere"?
Il termine "in itinere" indica gli incidenti che avvengono durante il tragitto verso o dal luogo di lavoro, sia in auto che con mezzi pubblici. La maggior parte di questi incidenti si verifica in condizioni di traffico intenso o in zone con infrastrutture non ottimali. L’aumento del 3,4% suggerisce una crescente esposizione a rischi stradali, probabilmente legata a fattori quali l’uso di dispositivi di sicurezza in auto (come cinture di sicurezza) e la manutenzione delle infrastrutture.
Fattori di rischio e profilazione dei lavoratori
Il rischio di infortuni in itinere è più alto per i lavoratori che percorrono lunghe distanze quotidiane, soprattutto in periodi di punta. L’INAIL ha identificato tre gruppi di rischio: chi utilizza veicoli privati, chi dipende dai mezzi pubblici e chi partecipa a servizi di trasporto aziendale. Le statistiche indicano che i lavoratori del settore logistico e del commercio al dettaglio sono i più esposti, data la frequenza dei loro spostamenti.
Implicazioni per le aziende e i datori di lavoro
Obblighi di sicurezza e rilevanza economica
Le aziende sono legalmente tenute a garantire condizioni di lavoro sicure e a prevenire incidenti. Oltre all’obbligo morale, l’aumento dei danni a causa di infortuni mortali può comportare costi significativi: perdita di produttività, sanzioni amministrative, e oneri assicurativi più elevati. Un approccio preventivo, che includa la valutazione del rischio e la gestione proattiva delle misure di sicurezza, si traduce in risparmi a lungo termine e in una reputazione aziendale più solida.
Strategie di gestione del rischio e cultura della sicurezza
Per mitigare i rischi, molte imprese stanno adottando un modello di gestione della sicurezza basato su tre pilastri: formazione continua, monitoraggio costante delle condizioni di lavoro e coinvolgimento attivo dei dipendenti. L’uso di tecnologie digitali, come sensori IoT per il monitoraggio in tempo reale delle condizioni di macchinari e piattaforme di formazione online, sta diventando sempre più comune. Inoltre, la promozione di una cultura di sicurezza, in cui ogni lavoratore è un “custode” del proprio ambiente, è fondamentale per ridurre i tassi di infortunio.
Conclusioni e prospettive future
Il dato di 1.002 denunce di infortuni mortali in 11 mesi, con un incremento del 1% sul lavoro e del 3,4% in itinere, evidenzia che la sicurezza sul lavoro è ancora una sfida. Tuttavia, la sensibilizzazione, le nuove normative e le tecnologie emergenti offrono strumenti efficaci per ridurre i tassi di infortunio. Per le imprese, l’opportunità sta nel trasformare la sicurezza da obbligo a valore strategico, investendo nella formazione, nella prevenzione e nella tecnologia. Solo in questo modo si potrà garantire un ambiente di lavoro più sicuro e, soprattutto, salvaguardare la vita dei lavoratori.