EU Commissione: i brevi affitti non verranno vietati, ma saranno regolamentati

Introduzione

In una recente audizione davanti al Parlamento europeo, il Commissario europeo per il turismo Peter Jorgensen ha ribadito che l’Unione non intende vietare gli affitti brevi. L’affermazione è stata fatta in un momento in cui la questione degli affitti a breve termine continua a sollevare intense discussioni tra cittadini, investitori e autorità locali. Il Commissario ha spiegato che la soluzione proposta è una regolamentazione mirata, capace di tutelare sia gli affittuari sia la comunità.

Il contesto della discussione

Negli ultimi anni, piattaforme come Airbnb, Booking.com e Vrbo hanno trasformato il settore turistico, offrendo agli utenti la possibilità di noleggiare spazi privati per brevi periodi. Tuttavia, questo modello ha anche generato preoccupazioni: l’affidamento a questi servizi può erodere l’offerta di alloggi a lungo termine, aumentare i prezzi delle case nelle aree urbane più popolari e creare conflitti tra residenti e turisti.

Le autorità nazionali hanno risposto con misure variegate, da regolamenti locali che limitano il numero di giorni di affitto ai cittadini, a divieti completi in alcune città. In questo scenario, l’Unione europea ha cercato di trovare un equilibrio tra promozione del turismo digitale e protezione dei diritti degli inquilini.

La posizione del Commissario Jorgensen

Il rifiuto di un divieto totale

Durante l’audizione del 15 giugno 2024, il Commissario Jorgensen ha sottolineato che un divieto totale degli affitti brevi sarebbe un “cure inappropriata” per un problema complesso. “Non possiamo chiudere una porta e aspettarci che la soluzione sia semplice”, ha affermato. Il suo focus, invece, è stato su una regolamentazione che garantisca trasparenza, sicurezza e equità nel mercato.

Le proposte di regolamentazione

Jorgensen ha presentato tre pilastri fondamentali per la futura normativa europea sugli affitti brevi:

  • Trasparenza dei dati: le piattaforme dovranno pubblicare informazioni complete sui proprietari, sui prezzi e sull’occupazione, consentendo alle autorità locali di monitorare l’impatto sul mercato abitativo.
  • Limiti di occupazione: la proposta prevede un tetto di giorni di affitto all’anno, variabile in base alla dimensione della città e alla disponibilità di alloggi a lungo termine.
  • Protezione degli inquilini: verranno introdotti requisiti di forma e sicurezza, inclusi certificati di abitabilità e assicurazioni di responsabilità civile, per garantire che gli alloggi siano adeguati e sicuri.

Reazioni dei parlamentari e delle autorità locali

La proposta ha suscitato reazioni contrastanti. Alcuni MEP hanno espresso ottimismo, sostenendo che una regolamentazione equilibrata potrà favorire il turismo sostenibile e preservare la disponibilità di alloggi per i residenti. Altri, invece, hanno espresso preoccupazione per la potenziale difficoltà di implementazione e per il rischio di creare burocrazia eccessiva.

Le autorità locali, in particolare quelle di città come Barcellona, Parigi e Berlino, hanno già avviato iniziative per limitare l’affitto a breve termine. Alcune di queste misure includono la registrazione obbligatoria delle proprietà e la imposizione di tasse aggiuntive sulle prenotazioni. Il Commissario ha riconosciuto la necessità di armonizzare le politiche nazionali con le direttive europee, per evitare duplicazioni e conflitti di giurisdizione.

Implicazioni per il settore turistico

Il settore del turismo digitale continua a crescere. Secondo dati recenti, nel 2023 l’uso delle piattaforme di affitto a breve termine è aumentato del 12% rispetto all’anno precedente, con oltre 4 milioni di annunci in tutta l’UE. Una regolamentazione chiara e prevedibile può quindi incentivare gli investitori, ridurre l’incertezza normativa e migliorare la reputazione del mercato europeo.

Allo stesso tempo, è fondamentale proteggere i residenti dalle pressioni di mercato che possono derivare dall’uso intensivo di spazi abitativi per scopi turistici. Una politica equilibrata, come quella proposta dal Commissario, mira a garantire che la crescita del turismo non comprometta la qualità della vita delle comunità locali.

Prossimi passi legislativi

La Commissione europea ha previsto di presentare un progetto di regolamentazione entro la fine dell’anno. Il documento sarà sottoposto a consultazione pubblica e poi al Parlamento europeo e al Consiglio UE per l’approvazione finale. Nel frattempo, il Commissario Jorgensen ha invitato le autorità nazionali a collaborare alla definizione di standard minimi e a condividere best practice.

Conclusione

Il discorso del Commissario Peter Jorgensen evidenzia la volontà dell’Unione europea di non vietare gli affitti brevi, ma di regolarli in modo da tutelare sia i turisti sia i residenti. La proposta si basa su trasparenza, limiti di occupazione e protezione degli inquilini, elementi chiave per un mercato turistico digitale sostenibile. L’equilibrio tra crescita economica e protezione abitativa rimane la sfida principale, e il futuro delle politiche europee sugli affitti brevi dipenderà dalla capacità di tutti gli attori di collaborare in modo costruttivo.

Articoli Correlati